Artrosi, osteoartrosi: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

L`artrosi, o osteoartrosi, è una malattia degenerativa delle articolazioni, che colpisce quasi esclusivamente le persone di mezza età e gli anziani. Di solito, la malattia interessa numerose articolazioni, comprese quelle terminali delle dita.

Descrizione dell’artrosi

Affezione articolare, di origine meccanica e non infiammatoria, caratterizzata da processi degenerativi della cartilagine articolare associate a lesione del tessuto osseo subcondrale, a cui consegue l’alterazione di tutte le strutture articolari. Colpisce più frequentemente ginocchio, mano, piede, anca, collo e rachide lombare. L’artrosi rachidea intervertebrale, o discartrosi, può ledere il disco intervertebrale e causarne la degenerazione, oppure provocare ernie del disco, e quindi sciatalgie.

L’artrosi, che si manifesta generalmente oltre i 60 anni di età, ha un’incidenza tre volte maggiore nelle donne. Benché non sia la conseguenza diretta dell’invecchiamento, la sua frequenza aumenta quando la cartilagine perde le sue caratteristiche originali di flessibilità, elasticità e scivolamento. La lesione della cartilagine articolare è talvolta di origine traumatica.

L’artrosi può presentare crisi caratterizzate da dolore persistente.
L’articolazione appare rigida e gonfia, a causa del versamento di liquido sinoviale; l’esame di questa sostanza (dall’aspetto giallo chiaro e trasparente, e contenente meno di 1000 cellule/mm2), ne conferma la natura “meccanica”, non infiammatoria. Tali crisi corrispondono alle fasi di distruzione della cartilagine (condrolisi), durante le quali il tessuto cartilagineo appare particolarmente molle e fragile.

La radiografia potrebbe non evidenziare alcuna anomalia, ma è comunque utile per escludere altre malattie responsabili di dolori analoghi e per misurare lo spessore della cartilagine e va lutare la rapidità dell’evoluzione della malattia. La TC, associata o meno ad artrografia, non è utile ai fini della diagnosi, ma consente di specificare la natura di malformazioni articolari che favori scono la malattia. I segni radiologici di artrosi evoluta sono riduzione localizzata dell’interlinea articolare, condensazione dell’osso subcondrale e presenza di osteofiti, o “creste di gallo” (proliferazione anomala di tessuto osseo attorno alla cartilagine colpita), che indicano gli sforzi di ricostruzione compiuti dall’organismo. Gli osteofiti, localizzati all’esterno dell’articolazione, non causano dolore, ma, tutt’al più, una lieve diminuzione dell’ampiezza articolare.

Durante le crisi congestizie è indispensabile tenere l’articolazione a riposo, utilizzando un bastone per le artrosi degli arti inf eriori, un collare o un busto per le artrosi cervicali o lombari. Per alle viare il dolore si possono assumere analgesici, acido acetilsalicilico, antinfiammatori, e praticare infiltrazioni di corticosteroidi e antiartrosici ad azione lenta. Se lo spessore cartilagineo è ancora sufficiente, una volta risolta la crisi l’articolazione riprenderà a funzionare normalmente. Occorre comunque evitare traumi e sovraffaticamento, che possono scatenare una nuova crisi congestizia; se necessario, occorre sottoporsi a una dieta dimagrante per alleggerire il peso sostenuto dalle articolazioni. Le malformazioni articolari possono essere sottoposte a intervento chirurgico (osteotomia).

Il mantenimento di un buono stato muscolare compensa in parte la cattiva condizione dell’articolazione, per la quale può essere utile un trattamento con cure termali e fisioterapia. Quando la cartilagine appare completamente distrutta e l’artrosi comporta una notevole impotenza funzionale, si ricorre a un’artroplastica (intervento chirurgico consistente nell’inserimento di una protesi sostitutiva) o, più raramente, ad artrodesi (saldatura chirurgica di un’articolazione).

Lomboartrosi

Artrosi del rachide lombare.

La lomboartrosi colpisce soprattutto gli anziani, ma anche coloro che per motivi professionali sottopongono la regione lombare a un sovraffaticamento (per esempio sollevando pesi). Dà luogo a lesioni degenerative, soprattutto a carico delle apofisi posteriori delle articolazioni interapofisarie posteriori comprese tra la quarta e la quinta vertebra lombare, e di quelle poste tra la quinta lomb are e la prima sacrale.

La lomboartrosi si manifesta sia in modo acuto (scatenata da uno sforzo compiuto sollevando un peso o da una torsione del rachide), sia in modo più cronico, in conseguenza di sforzi, carichi pesanti, stazione seduta prolungata. Il dolore lombare si attenua con il riposo in posizione distesa. La diagnosi trova conferma nella radiografia semplice del rachide, se necessario nella TC a raggi X o nella risonanza magnetica.

Si avvale di analgesici, antinfiammatori e chinesiterapia. L’uso temporaneo di un busto in resina può attenuare il dolore.

Discoartrosi

Lesione degenerativa del disco intervertebrale, legata a un’artrosi vertebrale.

Rizartrosi

Artrosi localizzata alla radice di un dito o di un arto. In pratica, il termine è riservato all’artrosi del pollice, patologia che colpisce l’articolazione compresa tra il trapezio (osso del carpo facente parte dello scheletro del polso) e il primo metacarpo (osso dello scheletro della mano), coinvolta soprattutto nei movimenti di opposizione del pollice (pinza pollice-indice). La rizartrosi è per lo più bilaterale, favorita da un uso intenso del pollice (camerieri, orafi, sportivi). Si manifesta con dolori e rigidità e, a uno stadio avanzato, anche con deformazioni (pollice a Z).

La diagnosi si basa sull’esame radiografico.

Il trattamento è essenzialmente locale (utilizzo di un tutore, infiltrazione di corticosteroidi, fisioterapia) e talvolta, se il dolore non diminuisce, chirurgico, mediante artroplastica o artrodesi (fusione chirurgica di un’articolazione).

Nodi di Bouchard

Nodi intorno alle articolazioni interfalangee prossimali delle dita; si formano in seguito a un’osteoartrosi.

Cause dell’artrosi (osteoartrosi)

Può essere favorita da una predisposizione genetica. Una cartilagine normale sottoposta a sollecitazioni eccessive, a causa di un’articolazione malformata o di un’attività professionale o sportiva troppo intensa, può lesionarsi e favorire lo sviluppo di un’artrosi. Ciò spiega perché alcune articolazioni (per es. l’anca), maggiormente soggette a traumi o malformazioni, sono più spesso colpite rispetto ad altre, e anche perché in alcuni nuclei familiari le artrosi sono particolarmente precoci e numerose. L’artrosi è dunque considerata il risultato della sofferenza cartilaginea dovuta a cause diverse (genetiche, traumatiche, metaboliche ecc.) in presenza delle combinazioni più disparate di fattori scatenanti.

Il dolore causato dall’artrosi è “meccanico”: appare in seguito a uno sforzo, scompare con il riposo e non disturba il sonno. Al risveglio il dolore ricompare per qualche minuto durante la fase di riscaldamento dell’articolazione. La gravità e l’evoluzione di un’artrosi sono d’altronde stimate in base alla latenza della comparsa del dolore e, per gli arti inferiori, al tempo di deambulazione indolore (oppure alla lunghezza del percorso).

Sviluppo dell’artrosi (osteoartrosi)

Il rischio di contrarre l’artrosi aumenta con il passare degli anni: a mano a mano che il corpo invecchia, le articolazioni sono maggiormente soggette all’usura, perché il tessuto logorato non si ripara e si rigenera alla stessa velocità che nelle persone giovani. L’alterazione può anche essere secondaria a un trauma pregresso, a una malattia come la gotta, a squilibri ormonali che colpiscono una o più articolazioni. L’obesità è un fattore che contribuisce alla comparsa dell’artrosi, in persone con tendenza a questa malattia, perché l’eccesso di peso costituisce un sovraccarico per le articolazioni e quindi favorisce la fissurazione della cartilagine articolare. Nell’artrosi, la cartilagine la superficie leggermente elastica e scorrevole che ricopre le ossa dell’articolazione diventa tenera.

Le parti soggette a maggiore usura sono di solito le più gravemente ammalate. La superficie si spezza, si frammenta e si ulcera. Allo stesso tempo, delle neoformazioni di tessuto osseo chiamate osteofiti si sviluppano intorno all’articolazione e ne ostacolano i movimenti.

Sintomi dell’artrosi (osteoartrosi)

Il primo segno dell’artrosi può essere la formazione di masserelle dure come l’osso, conosciute come noduli di Heberden, a livello delle ultime articolazioni delle dita. I noduli possono essere dolorosi fin dall’inizio, oppure possono apparire insidiosamente, senza dare sintomi. Altre articolazioni, escluse quella del polso, possono essere interessate dalla malattia, e diventare doloranti e rigide dopo i movimenti. La rigidità mattutina, tipica dell’artrite reumatoide, compare anche nell’artrosi, benché in quest’ultimo caso non dura quasi mai più di un quarto d’ora. La spondilosi cervicale l’artrosi delle articolazioni fra le vertebre del collo può causare una compressione dei nervi delle spalle, delle braccia e delle mani. I sintomi comprendono insensibilità, formicolii e dolore in queste aree. Le possibilità di movimento delle articolazioni affette dall’artrosi sono in genere limitate; le articolazioni possono anche stridere o scricchiolare durante i movimenti.

Diagnosi dell’artrosi (osteoartrosi)

Il primo scopo del medico è quello di spiegare al paziente la natura della sua malattia. Questo è fondamentale, perché molti pazienti temono di aver contratto l’artrite reumatoide, che è una malattia molto più menomante. Il principale strumento diagnostico è la radiografia, che mostra il restringimento della cavità articolare, gli osteofiti e la perdita della cartilagine articolare.Il medico può prescrivere dei farmaci, ma questi possono solo aiutare ad alleviare il dolore, e non servono per curare la malattia.

Un riposo eccessivo può essere altrettanto dannoso degli sforzi eccessivi; sforzi e riposo devono essere regolati con moderazione. Due misure molto utili sono ridurre il peso corporeo, se necessario specialmente se sono interessate le articolazioni dell’anca o del ginocchio e non pretendere troppo dal proprio corpo. I semplici farmaci antidolorifici sono utili se il paziente è soggetto a crisi di dolore spontaneo durante la notte.

Dato che il dolore dell’artrosi sembra influenzato dal clima il paziente deve coprirsi sempre molto bene. Se una delle articolazioni dell’anca è interessata, camminare con un bastone dalla parte opposta riduce di tre quarti il carico sull’articolazione. Un collare cervicale può essere applicato convenientemente nei casi di spondilosi del collo, e un corsetto ortopedico indossato quando è interessata la parte inferiore della colonna vertebrale.

Terapia e cura dell’artrosi (osteoartrosi)

Per qualche motivo non ancora ben chiaro, la malattia prende origine da un’iperattività di quello che i medici chiamano sistema immunitario. Gli effetti di questa iperattività si rendono evidenti a livello della membrana sinoviale, che forma il rivestimento delle articolazioni, delle guaine tendinee e delle borse mucose, specie di cuscinetti ad acqua che proteggono le articolazioni sporgenti o le protuberanze ossee. Quando la sinovia è infiammata, diventa spessa e cresce disordinatamente, erodendo la cartilagine che ricopre i capi ossei nell’articolazione e perfino l’osso. Questo processo può portare a gravi deformazioni. La malattia di solito si sviluppa molto gradualmente ed interessa simmetricamente le articolazioni di destra e sinistra. Di solito, il primo sintomo notato dal paziente è il gonfiore delle articolazioni delle mani e dei polsi; in un secondo tempo vengono interessati i piedi e, successivamente, le grosse articolazioni delle caviglie, ginocchia e anche.

Se la malattia è in fase attiva, il paziente avverte rigidità e dolore delle articolazioni quando si alza al mattino, una sensazione che dura per più di mezz’ora. Il sonno è spesso disturbato dal dolore, e il paziente si sente genericamente fuori forma, con una leggera febbre e perdita di peso. Dopo diverse settimane o mesi, le articolazioni possono ritornare normali, ma questo miglioramento è di breve durata. L’artrite reumatoide è una malattia cronica. D’altra parte, è frequente che l’infiammazione regredisca senza lasciare complicazioni o danni delle articolazioni. Altre parti del corpo possono essere interessate. I nervi periferici possono essere colpiti, provocando formicolii alle gambe e ai piedi. Soprattutto negli uomini, è possibile che si sviluppi una pleurite. L’anemia è molto frequente. Il principale strumento diagnostico è costituito dai raggi X. Il rigonfiamento dei tessuti molli è visibile a occhio nudo, ma l’erosione dell’osso vicino all’articolazione è evidente solo con una radiografia.

Medicina alternativa

Fangoterapia

Trattamento consistente nell’applicazione di fanghi di origine vulcanica. È una cura specifica per l’artrosi, indipendentemente dalla sua localizzazione.

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