Particolarmente frequenti sono le manifestazioni spastiche dell’infanzia.· Spasmo della glottide (laringospasmo). É la manifestazione spastica improvvisa, senza causa apparente e concomitante al pianto, caratterizzata da arresto respiratorio, angoscia, pallore del volto, e seguito da cianosi e irrigidimento del corpo. Dopo qualche secondo la respirazione si ristabilisce e tutto torna nella norma, ma in casi eccezionali, l’apnea si prolunga e può essere letale. Ne sono colpiti i bambini affetti da tetania, specie in inverno. · Spasmo carpo-pedale. É una ulteriore manifestazione della tetania, con contratture toniche persistenti delle mani e dei piedi.· Spasmo dell’esofago. É una contrazione spastica dell’esofago lungo tutto il suo decorso o in corrispondenza del cardias (spasmo del cardias), proprio dei lattanti e dei bambini nervosi, provocante rigurgiti alimentari.· Spasmo nutans e rotatorio. Consiste nel dondolamento o rotazione del capo, riscontrabile in bambini del secondo semestre di vita, per lo più rachitici (v. rachitismo), o con facile eccitabilità nervosa. · Spasmo affettivo. Con questo termine si definisce una crisi di arresto respiratorio, accompagnata da perdita della coscienza e ipotonia dei muscoli, che compare in genere nei primi cinque anni di vita. Nonostante la sintomatologia abbastanza preoccupante della crisi, gli spasmi affettivi non sono segno di malattia, e sono semplicemente provocati dalla diminuzione di anidride carbonica nel sangue che segue una crisi di pianto. Il pianto provoca un aumento della ventilazione polmonare e maggiore eliminazione del gas.
