Una causa di oliguria può essere la scarsa o nulla introduzione di liquidi, soprattutto in un clima caldo e secco. In queste condizioni il rene tende a “”risparmiare”" acqua il più possibile, e pertanto elimina urine concentratissime, contenenti solo il minimo di acqua indispensabile per tenere in soluzione i sali e le sostanze azotate da eliminare. In questi casi la somministrazione cauta di liquidi (per non incorrere nel rischio di causare un sovraccarico di liquidi in un organismo indebolito) e di sali ripristina presto la produzione di urina a livelli normali. Altre condizioni nelle quali si verifica regolarmente una oliguria sono gli stati di shock. Qui la patogenesi dell’alterazione è diversa, essendo nello shock significativamente diminuita la perfusione renale. Il rene ha pertanto a disposizione poco sangue da filtrare e la produzione di urina è scarsa. Anche nel caso dello shock il ripristino di un volume circolante efficace sufficiente a mantenere la perfusione degli organi fondamentali (e quindi anche dei reni) è una delle misure terapeutiche più importanti; si esegue di solito per via parenterale, in quanto in molti casi il soggetto non è in grado di bere. La somministrazione parenterale permette inoltre di calcolare con maggiore precisione i quantitativi di acqua e di sali che vengono introdotti. Una causa post-renale di oliguria è costituita dalla ostruzione delle basse vie urinarie. Una tale ostruzione può essere causata da corpi estranei del tipo dei calcoli, che possono incunearsi nell’uretere o addirittura nell’uretra (calcoli vescicali). Ad un fenomeno di ostruzione è anche da ricollegare l’oliguria caratteristica della fase acuta di una colica renale grave; la colica, anche se unilaterale, determina la comparsa di uno spasmo in entrambi gli ureteri, che divengono funzionalmente ostruiti. Con la risoluzione della colica si assiste ad una ripresa dell’emissione di urina.