OBESITA`, LA TERAPIA

Dato che l’obesità rappresenta un notevole fattore di rischio per la salute, sia fisica che mentale, è importante tentare di correggerla con approcci terapeutici validi. Purtroppo le molte terapie proposte spesso non raggiungono risultati soddisfacenti; con questo termine si intende naturalmente non la semplice perdita di peso, ma anche il mantenimento del nuovo peso raggiunto. É infatti assai comune assistere, nel paziente obeso che inizia la terapia, ad un primo rapido calo del peso, seguito da una fase di stabilizzazione che porta il peso corporeo ad un nuovo livello, che è generalmente superiore a quello prefisso all’inizio della cura ma che comunque è ritenuto soddisfacente. Questo nuovo livello di peso viene mantenuto per qualche tempo e poi, di solito in seguito ad un episodio emotivamente stressante, il paziente riprende ad aumentare di peso e torna ai livelli di prima della cura. Quanto è semplice la fisiopatologia dell’obesità, altrettanto semplici ed intuitivi sono i principi sui quali deve essere fondata la terapia: è necessario ridurre l’introduzione di calorie oppure aumentarne il consumo. Purtroppo la grande semplicità concettuale di questo approccio terapeutico non coincide con la semplicità di mettere in atto operativamente le terapie proposte. La dieta è naturalmente uno dei fattori essenziali nella terapia dell’obesità. La dieta per l’obeso deve rispondere a due requisiti fondamentali: deve essere ipocalorica (fornire cioè una quantità di calorie minore di quella utilizzata dall’organismo ogni giorno per i suoi fabbisogni) e deve essere bilanciata, per evitare pericolose carenze o eccessi di principi alimentari. Il principio su cui si basa la somministrazione delle diete ipocaloriche è che, in presenza di una insufficienza di calorie apportate dall’esterno, l’organismo si rivolge alle proprie “”scorte”" e consuma pertanto il grasso contenuto nel tessuto adiposo. Sembra che, una volta che la dieta sia ipocalorica e bilanciata, non esistano differenze significative fra le varie diete proposte dal commercio, e che pertanto non esistano ragioni “”mediche”" precise per scegliere l’una piuttosto che l’altra. É invece importante, quando si inizia un programma di riduzione del peso corporeo, affidarsi ai consigli di una persona esperta come un medico od un dietologo; le diete “”autoprescritte”" possono portare a conseguenze pericolose. Infatti è necessario ridurre gradatamente l’apporto calorico per non “”affamare”" in maniera acuta l’organismo, che ne potrebbe soffrire notevolmente; inoltre è importante che nella dieta siano conservati i corretti rapporti fra proteine, grassi e zuccheri. La dieta ipocalorica è generalmente normoglicidica, lievemente iperprotidica e ipolipidica; questo perché i grassi, a parità di peso, forniscono un quantitativo di energia ben maggiore rispetto agli altri due principi alimentari (più del doppio). Il consumo di energia può essere aumentato in maniera significativa con un adeguato programma di attività fisica regolare. Il termine “”regolare”" va particolarmente accentato in quanto è dimostrato che l’attività continuativa determina anche un aumento del metabolismo basale, e quindi risulta molto più efficace nello smaltire il grasso in eccesso rispetto all’esercizio fisico saltuario. L’attività fisica moderata, se attuata ogni giorno, è uno dei fattori più importanti nel conservare a lungo termine i benefici ottenuti con la restrizione calorica; non determina invece inizialmente una riduzione del peso, se non accompagnata da una dieta adeguata. Nella terapia dell’obesità vengono anche impiegati dei farmaci. Il loro uso è solo raramente indicato, a causa dei frequenti effetti collaterali anche gravi che essi possono dare. Fra i farmaci più utilizzati si ricordano gli anoressizzanti, che sono preparati a base di amfetamine che inibiscono il centro ipotalamico della fame, determinando una riduzione od una scomparsa completa dell’appetito. Gli effetti collaterali comprendono agitazione, ansia, nervosismo, insonnia, turbe della conduzione ed aritmie a livello del cuore. Si trat

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