La nausea è una sensazione di descrizione assai difficile ma ben nota a tutti che si prova in particolari circostanze, soprattutto negli istanti che precedono il vomito; è sintomo di diversi stati di alterazione.
Descrizione della nausea
Malessere che spesso precede il vomito. Se insorge isolatamente può rivelare una malattia organica del tubo digerente (stenosi del piloro o dell’intestino) o del sistema nervoso centrale (ipertensione endocranica). Può anche manifestarsi in circostanze non patologiche: all’inizio della gravidanza, come conseguenza di variazioni ormonali, o durante un viaggio (in aereo, in nave ecc.) per effetto del movimento dei liquidi presenti nell’orecchio interno. Quando il malessere si prolunga senza che insorgano vomito o altri segni organici, si tratta di un sintomo di ordine psicologico che esprime una sensazione di disgusto, di rigetto. La nausea può essere combattuta abbastanza efficacemente con gli antiemetici, ma occorre soprattutto trattarne la causa.
La nausea è una sensazione di malessere localizzato soprattutto a livello della bocca dello stomaco che si associa a manifestazioni vegetative intense (sudorazione profusa anche accompagnata da ipotensione, salivazione molto intensa, senso di giramento di testa e di vertigine). Di solito è associata ad una patologia che colpisce l’apparato digerente ed in particolare le sezioni più alte dello stesso, soprattutto lo stomaco ed il duodeno. Spesso, come detto, è sintomo premonitore del vomito; talora dopo aver vomitato la nausea scompare per un breve periodo. Questo fenomeno è legato al fatto che viene a mancare la stimolazione da parte delle sostanze che hanno indotto il vomito stesso. Quando il vomito compare “”a cielo sereno”" (senza essere cioé stato preceduto da alcuna sensazione di nausea) è un sintomo preoccupante in quanto può essere indice di patologia grave del sistema nervoso centrale, con insorgenza di ipertensione endocranica. Si parla in questi casi di vomito “”cerebrale”", caratteristico ad esempio dei primi stadi della meningite.
Effetti della nausea sull’organismo
Spiegare la nausea in termini fisiologici è un compito molto arduo, perché la sensazione, pur essendo ben definita, è difficilmente inquadrabile nei confronti di altre sensazioni note. Si tratta evidentemente della messa in funzione di meccanismi di recezione di stimoli viscerali che ordinariamente non giungono a livello della coscienza e che sono avvertiti solo quando sono eccessivamente intensi per una situazione patologica. Si assiste ad una attivazione massiccia del nervo vago, che predispone alla attività motoria caratteristica del vomito; probabilmente lungo il vago viaggiano anche gli stimoli sensitivi caratteristici della nausea.
Terapia e cura della nausea
Per curare la nausea è naturalmente in primo luogo necessario identificare le sue cause: in base ai disturbi lamentati dal paziente, il medico può richiedere una radiografia dell’apparato digerente, oppure esami completi del sangue e delle urine. Se la nausea è di origine psicosomatica, può essere sufficiente modificare le abitudini di vita ed evitare le situazioni stressanti per vederla scomparire. Anche la nausea mattutina della gravidanza è di origine psicosomatica, ed è spesso scatenata da un rifiuto in conscio della gravidanza: a volte, per curarla è sufficiente spiegare alla paziente il meccanismo psichico che la provoca. In tutti gli altri casi, la nausea può essere eliminata con farmaci specifici e con una dieta leggera, costituita da cibi solidi.
Antiemetico
Farmaco impiegato nel trattamento della nausea e del vomito.
Gli antiemetici includono diversi tipi di medicinali: antistaminici (prometazina, dimenidrinato), anticolinergici (scopolamina), antagonisti della dopamina (metoclopramide, domperidone ecc.) e della serotonina (ondansetron, granisetrone, corticosteroidi).
Essi agiscono sui centri nervosi cerebrali che controllano il v omito o rilassano i muscoli della porzione inferiore dello stomaco. Alcuni prodotti (antinaupatici) sono particolarmente indicati per la cinetosi.
Gli antiemetici sono spesso indispensabili per rendere tollerabile un trattamento antineoplastico. La somministrazione può essere orale o endovenosa, a seconda della gravità dei sintomi. In tutti i casi occorre informarsi circa le controindicazioni di ciascun prodotto, e dare la priorità alla ricerca e al trattamento della causa responsabile della nausea o del vomito.
Patchouli, cura per la nausea
Nome latino
Agastache rugosa
Caratteristiche del patchouli
Le foglie, il gambo e i fiori del patchouli vengono usati spesso per trattare disturbi digestivi. Questa erba aromatica cresce in tutta la Cina ed è classificata dall’erboristeria cinese come acre e leggermente calda. Raccolta in giugno e luglio, la miglior qualità ha numerose foglie morbide, spesse e fragranti.
Indicazioni del patchouli
Nausea, vomito, vomito gravidico, diarrea, gonfiore addominale, inappetenza e raffreddore senza febbre.
Preparazioni del patchouli
Il patchouli è reperibile in forma di foglie essiccate o polvere. È spesso disponibile in miscele con altre erbe. Non dovrebbe essere bollito per più di 15 minuti per non perdere la sua fragranza. Combinazioni: con la pinnelia può essere prescritto per la nausea, il vomito, il gonfiore toracico o addominale, l’inappetenza e la diarrea; una miscela di patchouli, ranuncolo cinese e barbe di bambù si usa per alcune forme particolari di vomito; miscelato con l’aframomo è raccomandato per il vomito gravidico. Consultate un esperto per i dosaggi e le miscele più appropriate.
Informazioni specifiche del patchouli
Non va usato quando ci sono quelli che la medicina cinese chiama segni di calore: febbre, sete, sudorazione.
Ibisco
Nome latino
Hibiscus sabdariffa
Caratteristiche dell’ibisco
L’ibisco dai fiori lussurreggianti è sinonimo di bellezza tropicale. Se ne contano più di 200 specie e la maggior parte di loro ha proprietà medicamentose. Nella medicina ayurvedica (Hindu), cinese e occidentale ne vengono usate diverse specie. L’Hibiscus sabdariffa è valorizzato per i suoi effetti lassativi blandi e per la sua capacità di aumentare l’emissione di urine derivante da due suoi componenti, l’acido ascorbico e l’acido glicolico. Per il suo contenuto di acido citrico, viene usato come erba rinfrescante durante la stagione calda, in quanto aumentando il flusso di sangue alla superficie cutanea e dilatando i pori consente di raffreddare la cute. I semi di ibisco, le foglie, i frutti e le radici sono usati in diversi rimedi popolari. L’infuso viene preparato dai fiori, in particolare dal calice, la parte fogliacea più esterna del fiore. I suoi fiori sono anche usati in marmellate per dare un gusto aspro e rinfrescante.
Indicazioni dell’ibisco
Stitichezza, nausea modesta, cistiti di modesta entità. Applicato esternamente: scottature solari.
Preparazioni dell’ibisco
I fiori freschi o essiccati e l’infuso di ibisco si trovano nei negozi specializzati. A casa Infuso: usate 2 cucchiaini di fiori essiccati sbriciolati o un cucchiaio di fiori freschi tritati per ogni tazza d’acqua bollente; lasciate riposare per 10 minuti; bevetene sino a 3 tazze al giorno. L’infuso, freddo o con ghiaccio, di ibisco è molto rinfrescante.
Effetti collaterali dell’ibisco
Potreste notare una leggera sensazione di secchezza della bocca a causa delle proprietà astringenti di questa erba.
Informazioni specifiche dell’ibisco
Il gusto aspro dell’ibisco può disturbare se miscelato con altre erbe dal gusto forte come la camomilla o il tarassaco; miscelatelo piuttosto con l’infuso di menta o di rosa. Dato che ne vengono vendute diverse specie, verificate con il vostro erborista di fiducia che quella che state usando sia appropriata. Alcune specie non sono raccomandabili alle donne gravide.
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- Indicazioni del patchouli
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