MEDICINA DEL LAVORO, LE SUE BRANCHE

La medicina del lavoro si articola in varie branche sottospecialistiche, quali la clinica delle malattie da lavoro, che si occupa della descrizione della sintomatologia delle malattie professionali e della loro terapia, l’igiene industriale, che riguarda lo studio delle soluzioni più adeguate per conciliare la produttività delle industrie con la sicurezza e la salute di chi vi lavora, il pronto soccorso negli infortuni sul lavoro, etc. Il medico del lavoro deve essere aggiornato sui continui mutamenti delle tecnologie produttive, per identificare tempestivamente l’insorgenza di nuove situazioni di rischio per la salute ed intervenire sull’ambiente di lavoro per proteggere la salute di chi vi opera. Si tratta di una disciplina assai varia ed interessante, per praticare la quale necessitano cognizioni specialistiche provenienti da diverse branche della medicina, della chirurgia, della tossicologia, della laboratoristica, etc. Il medico del lavoro opera nelle fabbriche e, più in generale, in tutti i luoghi dove vi sono persone che sono addette a lavorazioni che possono comportare un rischio per la salute; vigila sulle condizioni ambientali e sulle caratteristiche del ciclo produttivo, intervenendo quando lo ritenga necessario; esegue gli accertamenti sanitari periodici ai quali per legge devono essere sottoposte le persone addette a particolari lavorazioni indicate in una tabella allegata al decreto-legge che disciplina la normativa in questo delicato campo. In passato, infatti, anche la medicina del lavoro era una disciplina eminentemente clinica, e il suo scopo era l’identificazione e la cura delle malattie provocate dal lavoro, oltre alla riabilitazione e al reinserimento sul lavoro dei pazienti. Oggi, si tende a dare spazio molto maggiore all’aspetto preventivo di questa disciplina: una prevenzione che non è volta solo alla diagnosi più precoce possibile delle malattie da lavoro, attraverso le visite periodiche prescritte dalla legge, ma soprattutto alla vera prevenzione primaria, cioè all’identificazione e all’eliminazione dei fattori di rischio sul lavoro. Questi fattori, inoltre, non sono costituiti solo dalle sostanze tossiche o dalle radiazioni ionizzanti: anche fattori ambientali, il microclima, il rumore costituiscono altrettanti fattori di rischio, la cui effettiva pericolosità deve essere ben conosciuta dal medico del lavoro. Infine, un’importanza sempre maggiore va assumendo lo studio della psicologia del lavoro: la demotivazione, le frustrazioni, gli stress emotivi sul lavoro sono responsabili di un elevato numero di patologie solo in apparenza di natura puramente fisica.

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