Una carenza di ferro può determinarsi nell’organismo per due diversi motivi: una perdita eccessiva oppure un insufficiente apporto. Una perdita eccessiva di ferro, tale da non poter essere compensata da un aumentato assorbimento, si ha nelle condizioni emorragiche croniche. Un insufficiente apporto si verifica invece con diete povere di proteine animali e di verdure ricche di ferro, come gli spinaci. In entrambi i casi l’esito è la comparsa di una particolare anemia, detta appunto “”sideropenica”", caratterizzata dalla presenza di un ridotto numero di globuli rossi piccoli e pallidi (anemia microcitica, ipocromica). L’anemia sideropenica colpisce di solito le donne, sia durante la gravidanza, quando l’organismo materno ha bisogno di una maggiore quantità di ferro, che durante tutta l’età feconda, quando flussi mestruali particolarmente frequenti o abbondanti possono provocare eccessive perdite di ferro. I sintomi di questa forma di anemia sono principalmente il pallore e il senso di affaticamento, comuni del resto alle altre forme di anemia; sono invece caratteristici altri sintomi, come la comparsa di infiammazioni a livello delle labbra, della lingua e delle mucose del cavo orale, o una particolare fragilità dei capelli e delle unghie, che possono, in casi estremi, assumere una forma concava (coilonichia).