DEFIBRILLAZIONE ELETTRICA

La defibrillazione consiste nell’insieme dei provvedimenti che si mettono in atto per convertire la grave aritmia in un ritmo ventricolare efficace ai fini della propulsione ematica. Il metodo più efficace per la defibrillazione è l’impiego di una scarica elettrica ad alto voltaggio, in corrente continua, di durata molto breve, prodotta da un apposito apparecchio detto per l’appunto defibrillatore. Il passaggio della scarica elettrica “”riporta a zero”" i meccanismi di stimolazione del cuore; alla defibrillazione segue un breve periodo di immobilità del cuore che, se l’intervento ha avuto successo, è rapidamente sostituito da un ritmo sinusale normale. Talora può essere necessario applicare due, tre ed anche quattro scariche prima di riuscire ad ottenere la defibrillazione. Durante l’applicazione della scarica nessuno deve toccare il paziente, per evitare di assorbire parte della scossa. La defibrillazione elettrica è anche molto utile per la conversione ad un ritmo sinusale di fibrillazioni atriali. In questo caso va utilizzato un apparecchio collegato ad un elelettrocardiografo, che eroghi la scarica lontano dal periodo di vulnerabilità elettrica del cuore; una scossa applicata in questo momento del ciclo cardiaco potrebbe portare all’insorgenza di una più grave aritmia. La defibrillazione può anche essere ottenuta per via farmacologica, anche se con risultati assai più aleatori. Si utilizzano farmaci potenti come la lidocaina iniettata in vena, in bolo, a dosaggi elevati. La lidocaina può anche essere somministrata ai pazienti che hanno subito un infarto, per prevenire la comparsa di una fibrillazione ventricolare.

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