ANGOSCIA, QUANDO COMPARE

L’angoscia domina negli stati depressivo-melanconici, nei quadri psichiatrici della menopausa, della presenilità e della senilità. Non necessariamente, comunque, essa compare in soggetti psiconevrotici: può essere anche conseguenza di uno stress particolarmente intenso e avere carattere momentaneo. Il termine angoscia, che deriva dal latino “”angustia”", ha significato di “”costrizione”". Infatti è una sensazione difficilmente distinguibile dalla più comune ansia, qualora non siano associati disturbi neurovegetativi ben definiti, ma è un concetto che va tenuto ben distinto da un punto di vista clinico. Il soggetto ansioso può essere tale pur senza manifestare altri disturbi evidenti. L’angoscia si instaura in soggetti contraddistinti da una spiccata eccitabilità del sistema nervoso, soprattutto quello addetto alle funzioni neurovegetative (sistema nervoso autonomo: simpatico e parasimpatico). L’esaltamento del simpatico condiziona l’aumento dell’adrenalina nel sangue e, con questo, la tachicardia, l’accentuazione della pressione arteriosa, le sudorazioni fredde, i pallori improvvisi, i disturbi respiratori, i tremori e così via. L’esaltamento del parasimpatico può a sua volta condizionare una accentuazione dei movimenti intestinali, le diarree, i disturbi urinari, ecc. In generale si può dire che tutto l’organismo risente di questo disturbo delle funzioni della vita vegetativa con sintomi di natura diversa.

It's very calm over here, why not leave a comment?

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