La pelle è un tessuto specializzato che ricopre esternamente l`intero organismo umano. Le sue funzioni sono fondamentali per la sopravvivenza; da qui la gravità delle situazioni cliniche nelle quali la sua integrità è compromessa, come le ustioni estese.
La pelle è naturalmente sensibile all`azione della luce solare, che induce una serie di processi. Con il termine fotosensibilità si indicano le reazioni patologiche della pelle alla esposizione della luce solare.
Funzioni della pelle
Le funzioni della pelle sono molteplici. Essa innanzitutto svolge un ruolo di protezione meccanica nei confronti dei tessuti sottostanti; la sua composizione è infatti tale da permettere una notevole resistenza nei confronti dei traumi. La pelle svolge poi una funzione di protezione di tipo “”biologico”"; essa rappresenta infatti uno strato protettivo che, se intatto, è praticamente impenetrabile da parte dei più comuni agenti patogeni. Tale impermeabilità nei confronti dei patogeni è dovuta ad un insieme di fattori fra i quali sono importanti la stretta coesione fra le cellule superficiali della pelle e la presenza di sostanze antibatteriche nei secreti (soprattutto nel sudore).
La pelle è poi per sua natura relativamente impermeabile all’acqua (per questo è “”asciutta”", contrariamente alle mucose, costantemente “”umide”"). L’impermeabilità è una caratteristica di fondamentale importanza per la sopravvivenza; il 70(e più) dell’organismo umano è infatti costituito da acqua. Se fra questa grande massa acquosa e l’ambiente esterno, a tenore di acqua assai minore, non fosse interposta una barriera efficace, l’acqua andrebbe rapidamente dispersa e l’organismo si disidraterebbe (cosa che peraltro accade nelle ustioni gravi, nelle quali l’integrità della barriera cutanea è distrutta). La cute è poi dotata di particolari cellule che sono capaci di secernere sostanze colorate (pigmenti melanici). L’attività di questa cellule è direttamente proporzionale al quantitativo di luce solare al quale la pelle si trova esposta; il pigmento assorbe le radiazioni luminose e ne impedisce il passaggio ai tessuti più profondi. Pertanto non solo la pelle è opaca, ma aumenta la propria opacità nelle condizioni in cui è necessaria una protezione maggiore nei confronti della luce solare. La pelle ha poi una funzione fondamentale nella regolazione della temperatura dell’organismo.
Senza entrare qui nei particolari dei complessi processi di termoregolazione, si ricorda che la cute dispone di una amplissima rete di vasi capillari il cui calibro è regolabile in maniera assai fine. L’organismo, inviando un quantitativo maggiore di sangue al distretto cutaneo, è in grado di disperdere molto calore (ammesso che l’ambiente, come di solito peraltro capita, sia a temperatura inferiore a quella corporea). Inoltre la cute contiene delle ghiandole specializzate nella produzione di un liquido, il sudore, che evaporando determina una notevole sottrazione di calore. Infine la cute è anche in grado di assorbire alcune sostanze. Come regola generale, la cute è molto impermeabile nei confronti delle sostanze idrosolubili, mentre lascia passare più facilmente quelle liposolubili.
É per questo che le creme e le pomate intese all’assorbimento percutaneo di un medicamento sono grasse e contengono il farmaco disciolto sotto forma di sostanza lipofila. Questo aspetto di assorbimento della cute è un’arma a doppio taglio, in quanto alcune sostanze tossiche ben solubili nei grassi possono facilmente attraversare la cute intatta andando a determinare uno stato di intossicazione.
Struttura della pelle
La pelle è costituita da due strati sovrapposti di tessuti di natura diversa. Lo strato più esterno, con funzioni di protezione (in senso molto ampio, come discusso più sopra) è denominato epidermide ed è di natura epiteliale; lo strato sottostante, con funzioni di nutrizione e di reazione nei confronti di agenti patogeni che riescano a superare la barriera epiteliale, è di natura connettivale ed è chiamato derma.
L’epidermide
L’epidermide è una lamina epiteliale semitrasparente, il cui colorito proprio nelle razze bianche è giallino pallido. Lo spessore dell’epidermide varia da un centesimo di millimetro fino a due millimetri (come sulle palme delle mani e dei piedi); in zone sottoposte a continui attriti può essere parecchio più elevato. La faccia esterna dell’epidermide è generalmente liscia ed uniforme, tranne in alcune regioni, fra cui le palme delle mani, nelle quali sono presenti caratteristiche serie di rilievi e di depressioni (creste cutanee). Su tutta la superficie esterna dell’epidermide sono inoltre presenti minuti forellini (pori sudoriferi) che corrispondono agli orifizi di sbocco delle ghiandole sudoripare. Profondamente la superficie dell’epidermide presenta una serie di fossette dette fossette papillari corrispondenti a rilievi presenti nella superficie superiore del derma sottostante (papille dermiche).
Dal punto di vista istologico l’epidermide è un epitelio pavimentoso composto. Si tratta cioé di un tessuto formato dalla sovrapposizione di diversi strati di cellule che, almeno in superficie, si presentano appiattite; in profondità le cellule sono invece più arrotondate. Dalla profondità verso la superficie sono rilevabili due strati principali, detti rispettivamente strato germinativo (o malpighiano) e strato corneo; fra di essi sono interposti altri due straterelli non evidenti allo stesso modo in tutte le zone dell’organismo, detti strato lucido e strato granuloso. Lo strato germinativo è più profondo ed è a diretto contatto con la superficie più esterna del derma, con l’interposizione di una sottile membrana basale. Si tratta di uno strato composto da cellule globose, che nel livello successivo assumono un particolare aspetto “”spinoso”". L’aspetto “”spinoso”" è dovuto alla presenza dei desmosomi, strutture intercellulari che assicurano la coesione fra cellula e cellula. Fra le cellule dello strato germinativo si trovano elementi specializzati, i melanociti, capaci di sintetizzare pigmento melanico che viene poi passato tramite un sistema di filamenti alle cellule epiteliali.
Fra le cellule più superficiali dello strato germinativo si trovano poi altri elementi specializzati detti cellule di Langerhans, che rappresentano la localizzazione cutanea delle cellule del sistema istiocitico. La fisiologia dell’epidermide è molto interessante. Le cellule epiteliali che la compongono vengono prodotte a livello dello strato germinativo, dove si trova una sorta di “”riserva”" di elementi cellulari poco differenziati e capaci di dividersi dando origine a nuovi individui. Le cellule così prodotte vengono “”sospinte”" verso gli strati più superficiali andando incontro ad un vero e proprio processo di migrazione verso l’alto. Durante la migrazione le cellule epidermiche subiscono delle modificazioni sostanziali; la forma, da globosa, tende a farsi sempre più appiattita ed il citoplasma si riempie gradualmente di una proteina fibrosa detta cheratina che viene sintetizzata all’interno della cellula stessa.
Contemporaneamente gli organelli intracellulari scompaiono: infatti le cellule degli strati più superficiali non sono altro che lamelle di cheratina completamente prive di struttura interna differenziata, il cui destino è quello di desquamare distaccandosi dalla superficie esterna della cute. É evidente la funzione protettiva esercitata da questo strato (corneo) di cellule non più vitali nei confronti degli elementi vitali sottostanti. La pelle perde pertanto in continuazione cellule degli strati superficiali; si calcola che, in un solo giorno, si perda in tal modo non meno di 10 grammi di materiale cutaneo.
Il derma
Il derma è una lamina di spessore variabile sita al di sotto dell’ epidermide, che rappresenta la componente connettivale della pelle. Come si è visto più sopra, l’epidermide è completamente priva di irrorazione ematica; il derma, al contrario, è ricco di vasi sanguigni che provvedono anche alla nutrizione delle cellule epidermiche. Lo spessore medio del derma è di circa 1 mm, e varia fra un minimo di 0.3 mm ed un massimo di 3 mm, a seconda del distretto cutaneo considerato. L’insieme delle creste e delle papille dermiche, riunite fra di loro per le rispettive basi forma una struttura detta corpo papillare del derma. Lo straterello sottostante è invece noto come strato reticolare del derma, detto anche lamina propria. La lamina propria è percorsa in ogni direzione da robusti fasci di collagene, di elastina e di fibre reticolari. I vasi sanguigni del derma sono in rapporto diretto con quelli del connettivo sottocutaneo dai quali derivano.
Sulla faccia profonda della cute si trova una rete sottodermica; al confine fra lo strato reticolare ed il corpo papillare si trova una seconda rete, detta sottopapillare. L’innervazione è dovuta in parte a fibre del sistema nervoso cerebro-spinale ed in parte a fibre ascrivibili al simpatico; nella maggior parte dei casi le fibre terminano sfioccandosi liberamente nel derma, mentre in altri sono in relazione con particolari corpuscoli sensitivi specializzati nella ricezione degli impulsi di pressione, di calore, etc.
Ipoderma
È una varietà di tessuto connettivo, il tessuto adiposo. È formato da cellule ricche di grasso, gli adipociti, raccolte in lobuli e separate da pareti connettive.
Comprendono peli, capelli e unghie, ricchi di cheratina; le ghiandole sudoripare, che secernono il sudore; le ghiandole sebacee, che producono sebo, il quale forma un film protettivo sulla superficie della pelle. Il follicolo pilosebaceo è l’insieme costituito da un pelo e da una o più ghiandole annesse.
La pelle assicura la protezione contro gli agenti fisici e chimici, rafforzata dall’azione di cheratina e melanina. Svolge una funzione sensoriale grazie ai microscopici recettori nervosi, sensibili a tatto, dolore e temperatura. Interviene inoltre nella termoregolazione (mantenimento di una temperatura interna costante) mediante la dilatazione dei vasi sanguigni cutanei e l’evaporazione del sudore, che consentono di eliminare l’eccesso di calore.
Sensazioni cutanee
Tutta la superficie cutanea e le parti visibili della mucosa sono sede di importanti funzioni sensoriali, comunemente conglobate sotto l’unica denominazione di sensazioni tattili. In realtà esistono quattro distinte modalità di sensazioni cutanee, rappresentate dalle sensazioni di contatto o pressione, di freddo, di caldo, di dolore. Negli strati della pelle esistono corpuscoli particolari che rappresentano gli organi recettori per le sensazioni cutanee: le papille tattili di Merkel e i corpuscoli di Meissner per il tatto, i corpuscoli di Pacini e quelli di Golgi-Mazzoni per la pressione, gli organi terminali di Ruffini per il calore, i bulbi terminali di Krause per il freddo, e infine terminazioni nervose libere per il dolore. Il senso del tatto è particolarmente fine dove più frequentemente si esercita la funzione tattile: i polpastrelli delle dita, la punta della lingua, le labbra.
La finezza tattile può svilupparsi e raffinarsi con l’esercizio. Per quanto riguarda le sensazioni termiche, tutti gli oggetti che vengono a contatto con la pelle sono percepiti come caldi o freddi, salvo alcune eccezioni di oggetti “”indifferenti”" come i tessuti di lana. Non soltanto la pelle possiede sensibilità termica: sono sensibili anche il condotto uditivo, l’interno della bocca, del naso, la faringe. Per le sensazioni dolorose, che sono elaborate a livello cerebrale, si veda la voce dolore.
Esami e diagnosi della pelle
L’esame clinico è il più importante; la diagnosi si basa sull’osservazione delle lesioni elementari (macchie, bolle ecc.), sulla topografia delle eruzioni e sui segni associati (prurito). Altre analisi frequent i sono la biopsia cutanea, i prelievi effettuati per ricercare agenti patogeni microscopici (funghi, batteri, virus, parassiti) e gli esami immunologici generali (esame del sangue) o locali (immunofluorescenza).
Dermatoscopia
Esame della struttura superficiale della pelle compiuto in situ g razie a un sistema di ingrandimento ottico. La dermatoscopia, realizzata nello studio del dermatologo o in ambito ospedaliero, consente in particolare di valutare la natura tumorale, benigna o maligna, di una macchia cutanea pigmentata.
Malattie della pelle
Attualmente si conoscono oltre 2000 malattie della pelle, che possono essere raggruppate in diverse categorie a seconda della causa responsabile.
Gli agenti esterni (freddo, caldo, sole, raggi X, farmaci ecc.) sono responsabili di diversi fenomeni quali geloni, ustioni, reazioni allergiche. I fattori psicologici aggravano il prurito, il lichen, l’eczema e la psoriasi. Le malattie circolatorie possono provocare patologie cutanee: gli arti inferiori sono soggetti ad angiodermatite purpurea e pigmentosa e disturbi trofici, che comportano la perdita di sostanza (ulcera della gamba). Numerose sono inoltre le malattie dovute ad agenti patogeni: infezioni batteriche (streptococco, stafilococco, lebbra, sifilide ecc.), fungine (micosi), virali (patologie eruttive, come il morbillo, o virali, come l’herpes) o parassitarie (scabbia, pediculosi).
Le malattie genetiche della pelle, molto frequenti, consiston o per lo più in disturbi della cheratinizzazione. Per alcune di esse, come l’epidermolisi bollosa o la neurofibromatosi, la modalità di trasmissione è nota (autosomica o legata al sesso, recessiva o dominante), mentre per altre, come la psoriasi e la dermatite atopica, anch’esse di origine genetica, non è tuttora chiarita. I disturbi endocrini e metabolici causano affezioni cutanee (acne). I principali disturbi immunologici responsabili di patologie cutanee sono il lupus eritematoso, la sclerodermia, la dermatomiosite e la periarterite nodosa. I disturbi del sistema nervoso con conseguenze patologiche sulla pelle comprendono essenzialmente le neurocristopatie (tumori benigni o maligni di un tessuto derivato dalla cresta neurale dell’embrione). I tumori cutanei sono frequenti e possono essere benigni (nevo) o maligni (epitelioma, melanoma, sarcoma).
Eritema di Jacquet
Forma di intertrigine caratterizzata da papule erose o ulcerate.
Intertringine
L’ntertrigine in genere si manifesta tra le dita delle mani o dei piedi con la comparsa d i placche rosse e umide, molto pruriginose, aggravate dalla traspirazione.Infezione della pelle localizzata nelle pliche cutanee (inguine, ascelle, spazi interdigitali, ombelico).
Le varie forme di intertrigine non hanno sempre la stessa natura.
Alcune sono micosi, causate da funghi microscopici, derm atofiti o Candida albicans, mentre altre sono imputabili a batteri quali streptococco, stafilococco, talvolta colibacillo o Corynebacterium.
Quest’ultimo dà luogo a un’intertrigine di tipo specifico, l’eritrasma.
Alcune affezioni dermatologiche, come psoriasi, dermatite atopica, pemfigo familiare, possono indurre in errore perché presentano le medesime manifestazioni.
I segni dell’intertrigine sono grandi placche rossastre secernenti, più o meno simmetriche, pruriginose e, se di origine fungina, circondate da un orletto biancastro. Il trattamento consiste nell’applica zione di antifungini locali (in caso di micosi) o antibiotici (contro i batteri), oltre che di antisettici.
Angioleiomioma
Piccolo tumore benigno che si sviluppa nella pelle, all’interno dell’ipoderma, ed è originato dalla parete muscolare di una vena sottocutanea. Generalmente isolato, nonostante possa essere anche multiplo, l’angioleiomioma forma un nodulo sodo, ben delimitato, sensibile alla pressione. È composto da diversi vasi capillari circondati da fasci di fibre muscolari lisce. Di norma l’identificazione del tumore avviene, dopo l’ablazione, mediante esame al microscopio.
Sistema nervoso cutaneo
È garantita da due tipi di struttura: le terminazioni nervose libere, fibre nervose presenti nel derma, e i corpuscoli sensoriali, organi microscopici di forma rotonda. Questi possono essere circondati da una capsula (membrana connettiva più o meno spessa), come i corpuscoli di Vater-Pacini, di Golgi-Mazzoni, di Krause, di Meissner, oppure esserne sprovvisti, come i corpuscoli di Ruffini e le cellule di Merkel, isolate o raggruppate nei dischi di Merkel. I nervi sensitivi si formano a partire dalle terminazioni nervose libere e dai corpuscoli sensoriali, che costituiscono i plessi nervosi superficiali del d erma e quelli profondi dell’ipoderma. Il corpo cellulare dei nervi sensitivi è situato nei gangli spinali, le loro terminazioni nel midollo spinale, dal quale le informazioni si propagano alle aree sensitive degli emisferi cerebrali.
L’esatta funzione di tutti questi elementi resta controversa. Le terminazioni nervose libere svolgono un ruolo importante nella trasmissione delle sensazioni cutanee; alcuni corpuscoli sarebbero sensibili alla pressione (forse cellule e dischi di Merkel, corpuscoli di Meissner e Vater-Pacini), altri al calore. Pare non esistano recettori specifici del dolore, che sarebbe dovuto a un’accresciuta stimolazione dei nervi sensitivi.
Rivestimento dell’organismo
La cute riveste tutta la superficie esterna dell’organismo e in alcune zone si introflette a rivestire anche cavità, come nel meato acustico esterno. Dove le cavità sono rivestite da mucosa (come a livello dell’apparato digerente) la cute si continua con le tonache mucose in genere con linee sfumate lungo le quali i tessuti hanno caratteri intermedi fra quelli caratteristici della cute e quelli tipici delle mucose. La superficie cutanea di un adulto è variabile fra 1.5 e 1.7 mq. La cute costituisce una frazione notevole del peso totale dell’organismo, giungendo a pesare circa 5 Kg. nel maschio e poco meno nella femmina. Lo spessore della pelle è molto variabile soprattutto in funzione della regione dell’organismo che si considera, oltre che in base all’età ed al sesso dell’individuo; indicativamente esso varia fra 1/100 di millimetro (a livello della faccia esterna della membrana timpanica) e 4 mm sulla nuca e sul dorso; lo spessore medio è di circa 1.5 mm. La cute è semitrasparente, lasciando intravvedere, soprattutto dove è più sottile, il colorito del sangue che scorre nei vasi sottostanti (soprattutto nelle vene). Il colorito proprio della pelle varia in base al suo contenuto in melanina, ed è diverso da razza a razza.
Ghiandole della pelle
La pelle è sede di un gran numero di formazioni ghiandolari caratteristiche grossolanamente suddivisibili in due gruppi: le ghiandole sebacee e le ghiandole sudoripare. Verranno esaminate le caratteristiche importanti dei due tipi di ghiandole. Le ghiandole sudoripare. Sono di tipo glomerulare, essendo composte da un unico condotto (ghiandole tubolari semplici) che, nella porzione inferiore, si avvolge come un gomitolo e che, nella porzione superiore, funge da vero e proprio dotto escretore. Sono noti due tipi distinti di ghiandole sudoripare, le ecrine e le apocrine.
Le ghiandole ecrine sono le più numerose e secernono una soluzione a composizione variabile detta sudore. Si tratta di circa due milioni di formazioni ghiandolari singole, diffuse su tutta la superficie corporea ad eccezione del prepuzio, del glande, delle piccole labbra e della superficie mediale delle grandi labbra della vulva. La struttura è quella già descritta, con una parte inferiore deputata alla secrezione e disposta a gomitolo, ed una superiore, dritta, che sbocca sulla superficie cutanea. Le ghiandole apocrine sono presenti solo in determinate zone della pelle, come ad esempio le ascelle, attorno all’areola del capezzolo, la regione pubica.
Si differenziano dalle ghiandole ecrine per una differente modalità di secrezione (che è per l’appunto ecrina) e per la loro stretta connessione con l’attività sessuale essendo fortemente influenzate nella loro funzionalità dal tasso di estrogeni e di testosterone presenti nel sangue. Analoghe alle ghiandole ecrine sono da considerarsi le ghiandole del Moll o ghiandole ciliari e le ghiandole ceruminose che producono il cerume nel meato acustico esterno. Le ghiandole sebacee. Sono di tipo diverso da quelle sudoripare, appartenendo alla categoria delle ghiandole alveolari complesse. Sono molto meno numerose delle ghiandole sudoripare e sono sparse un po’ dovunque, tranne che sulle piante dei piedi e sulle palme delle mani. Per la maggior parte sono annesse ai follicoli piliferi, mentre solo una piccola porzione si apre sulla cute non in dipendenza di una di queste strutture.
Le ghiandole sebacee sono composte da un corpo, sito di solito in corrispondenza dello strato reticolare del derma, e di un condotto escretore. Il corpo provvede alle funzioni di secrezione vera e propria di una sostanza grassa detta sebo, il condotto escretore provvede al suo trasporto fino al follicolo pilifero, dove esso viene riversato all’esterno.
Rubefazione
Arrossamento della pelle dovuto a una congestione transitoria. La rubefazione può essere indotta con rimedi cosiddetti rubefacenti, per esempio con cataplasmi di farina di senape.
Sclerema
Malattia cutanea molto rara del neonato, a evoluzione severa, consistente in un indurimento della pelle, che si manifesta inizialmente negli arti inferiori ma può in seguito estendersi. La sua causa è ignota, anche se si pensa potrebbe essere legato a denutrizione e a diversi stati carenziali. Insorge tra il secondo e il decimo giorno di vita nel neonato prematuro. La cute perde elasticità e assume un colorito cereo o violaceo. Non esiste trattamento.
Pachidermia
Alterazione della pelle causata da ispessimento anomalo. La pachidermia si osserva principalmente nella pachidermoperiostosi, malattia ereditaria o conseguente a un cancro del polmone, che si manifesta con la comparsa di solchi profondi, più marcati sulla fronte, ippocratismo digitale (curvatura patologica delle unghie, asso ciata ad allargamento delle ultime falangi) e periostosi (ispessimento anomalo delle ossa). Non sono noti trattamenti specifici.
Malattia di Baelz
Assunzione, da parte della pelle, di un color giallo ocra d orato, in seguito a un’ingestione eccessiva di carotene.
Porocheratosi di Mibelli
Malattia cutanea caratterizzata da lesioni atrofiche, circondate da margini duri in rilievo, che interessano prevalentemente le parti distali di arti inferiori, le cosce e l’area perigenitale. La patologia, a esordio precoce, si trasmette con modalità autosomica dominante.
Sindrome di Buschke Ollendorff
Rara malattia della pelle caratterizzata da collagenomi multipli evidenti, principalmente sul tronco e sulle estremità, e dalla presenza di osteopoichilocitosi. L’ereditarietà è di tipo autosomico dominante.
L’eziologia è sconosciuta.
Malattia di Bowen
Tumore di natura precancerosa a carico della pelle o delle mucose.
La malattia di Bowen è una varietà di carcinoma che inizialmente si sviluppa solo sull’epidermide.
Sintomi della malattia di Bowen
A livello cutaneo si formano una o più placche rosa grigiastre, arrotondate e dalla superficie irregolare; sulla mucosa genitale o anale compaiono macchie rosse, arrotondate e lievemente rilevate nell’uomo, grigiastre o biancastre nella donna.
Queste lesioni si estendono lentamente e possono trasformarsi in un vero e proprio carcinoma spinocellulare (forma di cancro cutaneo). La malattia è stata associata a tumori maligni viscerali profondi.
Diagnosi della malattia di Bowen
La diagnosi si basa sull’esame al microscopio di un camp ione; il trattamento consiste nella distruzione definitiva delle lesioni mediante criochirurgia, laser o ablazione chirurgica.
Istiocitofibroma
Istiocitofibroma. Compare sulla pelle sotto forma di una pallina dura, rosata, indolore, talvolta antiestetica. – dermatofibroma
Tumore benigno della pelle.
Molto frequente, ha l’aspetto di un nodulo di 2 cm di diametro, mobile, di consistenza dura e colore rosato o brunastro, localizzato soprattutto nella faccia anteriore degli arti inferiori. Ne esistono anche forme pigmentate (nerastre), giganti o multiple. Il trattamento, consistente nella distruzione del nodulo con la crioterapia (impiego terapeutico del freddo) o nell’asportazione chirurgica, non è indispensabile, poiché il tumore è benigno e l’intervento r ischia di lasciare antiestetiche cicatrici.
Acanthosis nigricans
Rara malattia cutanea caratterizzata dalla formazione di aree in cui la pelle è spessa e nerastra, localizzate principalmente sul collo, nelle ascelle e sull’inguine. Nelle persone giovani l’acanthosis nigricans compare come malattia ereditaria. Può essere associata a disturbi endocrini, essenzialmente dovuti alla presenza di una sindrome da resistenza insulinica di tipo A (obesità, diabete, iperinsulinismo).
Nelle persone più anziane la malattia è di solito dovuta a un cancro addominale, generalmente allo stomaco, e regredisce in seguito al trattamento del cancro stesso.
Acanthosis nigricans della nuca. La malattia si manifesta con aree spesse e rugose, dapprima grigiastre, poi nerastre, localizzate sul collo.
Dilacerazione
Strappo irregolare in un tessuto. In genere è conseguente a un trauma, che causa per lo più un attrito violento (per esempio, incidente motociclistico). Meno di frequente riguarda il perineo durante il parto e in tal caso rappresenta una forma comp lessa e grave. I segni di una dilacerazione sono piccoli strappi multipli, irregolari, a livello della pelle, dei muscoli, dei tessuti e dei nervi.
Il trattamento chirurgico è più difficile rispetto a traumi con tusivi e ferite, spesso caratterizzati da bordi netti.
Xeroderma
Disturbo cutaneo caratterizzato da assottigliamento, fragilità, secchezza e mancanza di elasticità della pelle, spesso accompagnati da una desquamazione più o meno pronunciata.
La sua causa è una diminuzione del contenuto d’acqua dello strato corneo (parte superficiale dell’epidermide).
La xeroderma può costituire un disturbo isolato, e in tal caso la pelle è sottile, fragile, chiara, delicata al tatto, con la rete sanguigna visibile in trasparenza. Quando però è segno di malattie dermatologiche (dermatite atopica, ictiosi), la cute appare ruvida, di aspetto farinoso, le gambe sono coperte di squame, il palmo delle mani e la pianta dei piedi presentano fissurazioni; in alcuni soggetti si osservano piccoli rilievi di 1 mm di diametro, principalmente su braccia e cosce (cheratosi pilare). In altri casi la secchezza è l’effetto di dete rgenti o prodotti cosmetici troppo aggressivi utilizzati in modo prolungato.
Innanzitutto si consiglia di evitare i fattori che aggravano la secchezza cutanea: sole, vento, freddo, saponi alcalini, lozioni a base di alcol. Le cure consistono nell’applicare sulla pelle preparati utili a preservarne l’idratazione (agenti antitraspiranti, sostanze idratanti o prodotti in grado di aumentare la coesione cellulare).
Xeroderma di Kaposi
Malattia ereditaria, trasmessa con modalità autosomica recessiva, caratterizzata da estrema fotosensibilità che determina severi e precoci danni della cute e degli occhi. Il quadro clinico comprende lesioni atrofiche, alterazioni pigmentarie, secchezza della cute e predisposizione ai tumori cutanei. È determinata da un difetto del meccanismo di riparazione dei danni al DNA causati dall’esposizione ai raggi solari. A livello oculare si determinano congiuntivite, fotofobia, cheratite e opacità corneali, sino alla comparsa di neoformazioni, talvolta di natura tumorale.
Scleromixedema di Arndt-Gottron
Patologia del tessuto fibromucoso che in genere appare tra i 20 e i 40 anni, ed è caratterizzata da un diffuso ispessimento della pelle, sotto la quale compaiono eruzioni di lichenoidi papulari, spesso allineate e approssimativamente della stessa dimensione.
Comporta deformazione dei lineamenti del volto e limitazione dei movimenti delle dita. Può essere presente anche debolezza muscolare. La si ritiene causata da paraproteinemia e accumulo di materiale mucinoso nella pelle.
Cutis marmorata
Screziatura della pelle di colore violaceo, che delinea un reticolo irregolare. Si tratta di una reazione normale della pelle, osservabile nel lattante in risposta al freddo. È l’equivalente della l ivedo, che dà le stesse manifestazioni nell’adulto. La cutis marmorata teleangectasica congenita è un’anomalia più profonda dei capillari cutanei, che può durare per tutta l’infanzia e associarsi ad altre malformazioni, in particolare delle ossa e del sistema nervoso.
Cutis laxa
Alterazione delle proprietà viscoelastiche del tessuto di sost egno, che si manifesta soprattutto a livello della pelle. La cutis laxa è una rara malattia del connettivo, ereditaria (a trasmissione autosomica dominante o recessiva) o secondaria a un’affezione cutanea infiammatoria. Talvolta è associata a un’altra patologia ereditaria (sindrome di Ehlers-Danlos, neurofibromatosi). La pato logia, che esordisce nell’infanzia o in età adulta, si manifesta con una progressiva estensione della superficie della pelle, che forma abbondanti pieghe flaccide, le quali conferiscono al volto un aspetto precocemente invecchiato. La forma a trasmissione autosomica recessiva (malattia ereditaria trasmessa dagli autosomi – cromosomi non sessuali – che si sviluppa solo se il soggetto ha ricevuto il gene responsabile da entrambi i genitori) talvolta si accompagna ad alterazioni degli apparati digerente, urinario, respiratorio o vascolare.
Non esiste trattamento curativo, all’infuori della chirurgia plastica.
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