Gli ormoni “”proteici”" sono in realtà suddivisibili in varie sottoclassi a seconda della complessità della molecola. Esistono innanzitutto gli ormoni composti da un solo aminoacido modificato; esempi ne sono gli ormoni prodotti dalla tiroide. Gli ormoni tiroidei vengono prodotti per iodinazione della tirosina in tre o quattro residui, dando origine alla tiroxina ed alla tetraiodotironina. Si tratta di ormoni ad azione generalizzata su tutto l’organismo e non ad azione localizzata su di un singolo organo. Salendo con la complessità si passa alla classe degli organi detti “”peptidici”". Essi sono formati da un numero variabile di aminoacidi, da 3-4 fino a qualche decina. In questo campo vanno ricordati per esempio i releasing hormones ipotalamici, composti di grande importanza prodotti dalle cellule neurosecretorie dell’ipotalamo, e che hanno una funzione un po’ in bilico fra quella degli ormoni veri e propri e quella dei neurotrasmettitori. Di peso molecolare un po’ più alto sono gli ormoni prodotti dall’ipofisi, le cosiddette “”tropine”". In molti casi si tratta di proteine con una componente glicidica; ogni tropina è specifica per la propria ghiandola e viene sintetizzata una famiglia di cellule simili e morfologicamente identificabili. Esistono così la tireotropina, le gonadotropine (FSH ed LH), etc. Esistono poi i veri e propri ormoni proteici, costituiti da molecole di alto peso molecolare formate da moltissimi aminoacidi. Un buon esempio è costituito dall’insulina, una proteina secreta dalle cellule delle isole del Langerhans del pancreas, che ha un ruolo fondamentale nella regolazione della glicemia.