NEVROGLIA, LE CELLULE GLIALI

A seconda delle caratteristiche morfologiche e funzionali, le cellule gliali vengono distinte in macroglia, oligodendroglia e microglia. Le cellule microgliali in realtà vanno tenute concettualmente separate dalle altre; esse hanno infatti origine mesodermica e con ogni probabilità rappresentano macrofagi siti a livello del tessuto nervoso con funzioni difensive analoghe a quelle che tali cellule presentano in altri tessuti. La microglia pertanto non va considerata come elemento specifico dell’organizzazione del sistema nervoso centrale. La macroglia è rappresentata soprattutto dagli astrociti. Il termine “”astrocita”" deriva dalla peculiare forma stellata che le cellule in questione presentano. Ogni cellula è infatti dotata di numerosi prolungamenti che terminano con un processo bottonuto detto “”piede terminale”". La funzione degli astrociti è stata parzialmente chiarita solo relativamente di recente, con l’uso di metodi di indagine basati, sulla microscopia elettronica e su metodi di colorazione che permettono di evidenziare bene la glia. Gli astrociti sono siti in posizione tale da costituire con ogni probabilità il tramite fra i neuroni ed i capillari sanguigni. Con i propri “”piedi terminali”" infatti l’astrocita ricopre quasi completamente la superficie del neurone al quale è annesso; un singolo astrocita di solito “”si occupa”" di più neuroni, ed un singolo neurone, allo stesso tempo, è servito da più di un astrocita. Si viene così a creare una complicatissima rete di interconnessioni che si sovrappone alla già complicata rete neuronale; il possibile significato neurofisiologico di queste connessioni resta ancora tutto da indagare. Dall’altra parte gli astrociti si mettono in comunicazione, sempre per mezzo dei “”piedi terminali”" dei quali sono dotati, con uno o più capillari sanguigni. Il citoplasma dell’astrocita diventa quindi il tramite attraverso il quale il neurone “”comunica”" con il sangue. Una ulteriore via di comunicazione può essere costituita dallo stretto e tortuoso sistema di canalicoli che si vengono a determinare per mezzo della giustapposizione di astrociti vicini. Viene spontaneo, in base a questi dati morfologici, localizzare la barriera emato-encefalica (che costituisce un concetto fisiologico più che una struttura anatomicamente definita) a livello delle descritte interconnessioni fra capillari sanguigni e neuroni, effettuate per mezzo della glia. Le cellule dell’oligodendroglia si distinguono dagli astrociti per la scarsezza di prolungamenti cellulari e la mancanza di piedi terminali. Nel sistema nervoso centrale le cellule dell’oligodendroglia sono responsabili della formazione dei manicotti di mielina che avvolgono le fibre nervose (cilindrasi dei neuroni centrali); in questo senso sono del tutto omologhe rispetto alle note cellule di Schwann, che producono la mielina che avvolge le fibre nervose nel sistema nervoso periferico. Caratteristiche comuni a tutte le cellule della neuroglia, che permettono di individuarle ed isolarle rispetto alle cellule neuronali vere e proprie, sono la mancanza dell’assone e la conservazione della capacità di dividersi e aumentare di numero anche nel cervello dell’adulto. La fisiologia delle cellule gliali è stata poco studiata. Si sa che anche le cellule gliali, come i neuroni, sono dotate di una polarizzazione a riposo; contrariamente ai neuroni esse non sono però in grado di produrre potenziali d’azione. Quando un neurone scarica una serie di potenziali d’azione, le cellule gliali che sono in stretto rapporto con esso tendono pure a depolarizzarsi; si ignora il significato di questo processo. Nelle cellule gliali esistono limitate scorte di glicogeno, il cui significato non è noto. Sembra ragionevole pensare che il glicogeno contenuto nelle cellule gliali costituisca un materiale di riserva, e possa essere scisso per fornire alle cellule nervose circostanti il glucosio necessario per il loro metabolismo energetico. Infatti le cellule nervose possono utilizzare come unica fonte di energia il glucosio, e un calo anche temporaneo della concentrazion

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