SEDATIVO-IPNOTICI

Si tratta forse della classe di psicofarmaci più usata (ed abusata) in assoluto. I sedativo-ipnotici sono sostanze ad attività genericamente depressiva sul sistema nervoso centrale, che esercitano un’azione di sedazione (riduzione delle attività spontanee) ed un’azione di induzione del sonno. Alcuni sedativo-ipnotici sono poi dotati di attività ansiolitica e vengono utilizzati soprattutto a tale scopo. Ovviamente le diverse caratteristiche ed attività sono presenti in misura maggiore o minore a seconda della molecola che si considera; la ricerca farmacologica punta all’isolamento di molecole dall’azione sempre più specifica, capaci cioè di indurre unicamente un effetto ansiolitico senza sedazione o induzione del sonno oppure un effetto ipnotico puro. Purtroppo per ora queste molecole ad azione “”pura”" non sono ancora state individuate, e praticamente tutti i farmaci oggi impiegati manifestano entrambe le caratteristiche citate, una delle quali come effetto collaterale.· I barbiturici. Fra i sedativo-ipnotici si ricordano i barbiturici, fino a dieci anni fa molto usati nell’induzione del sonno e nella terapia sintomatica dell’insonnia. Si tratta di farmaci difficili da usare in quanto forti depressori delle attività automatiche del sistema nervoso centrale (controllo del respiro controllo del ritmo cardiaco etc.). I barbiturici possono essere usati facilmente dal paziente depresso per intenti suicidiari, e in effetti i suicidi da barbiturico in passato erano assai frequenti. Oggi i barbiturici sono quasi scomparsi come ipnotici e sedativi, in quanto la ricerca farmacologica ha messo a punto una classe di farmaci ad effetto analogo ma assai più maneggevole, le benzodiazepine. I barbiturici rimangono in uso, limitatamente a poche molecole, nella terapia dell’epilessia e nell’induzione dell’anestesia chirurgica. · Le benzodiazepine. Sono i sedativi-ipnotici più prescritti ai giorni nostri. Purtroppo si tratta di farmaci spesso auto-prescritti ai quali è assai facile assuefarsi. L’azione ipnotica e l’azione ansiolitica in alcune molecole sono abbastanza ben distinte, anche se l’incidenza di effetti collaterali non è ancora sufficientemente bassa. Tali effetti collaterali compaiono soprattutto con l’uso di ansiolitici e sono rappresentati da sonnolenza, rallentamento dei riflessi, sedazione; controindicano l’uso di macchinari, la guida di automobili, le attività che richiedono molta concentrazione a chi fa uso di queste sostanze. Purtroppo spesso le precauzioni del caso non vengono prese e accadono incidenti anche gravi. Anche i farmaci usati come induttori del sonno possono presentare effetti collaterali importanti, soprattutto al mattino al risveglio. L’ideale sarebbe una molecola ad azione molto rapida, capace di indurre il sonno e di non determinare più alcun effetto al mattino dopo. Purtroppo una tale molecola non sarebbe in grado di “”coprire”" il paziente insonne per tutte le ore della notte; pertanto è necessario giungere a compromessi. Di solito il soggetto sviluppa un certo grado di adattabilità agli effetti collaterali, nel senso che essi divengono meno disturbanti con il passare del tempo durante la somministrazione cronica. Anche gli effetti desiderati tendono peró a scemare come intensità con il passare del tempo, e pertanto il paziente spesso tende ad autoaumentare la dose di farmaco prescritta. Con il tempo, spesso il soggetto deve passare ad un farmaco più potente. Si tratta pertanto di farmaci da prescrivere con le dovute cautele e possibilmente solo in soggetti in cui l’insonnia sia dovuta ad un fatto acuto; nelle insonnie croniche infatti il trattamento con benzodiazepine non è affatto soddisfacente.

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