IPNOTICI, FARMACI

Fino a non molti anni fa gli unici farmaci ipnotici disponibili erano costituiti dai barbiturici sostanze dotate di un forte potere ipnotico ma anche di effetti collaterali gravi e di pericolosità potenziale notevolissima. Essendo forti depressori del sistema nervoso centrale infatti i barbiturici, se assunti in dosi elevate (ma è spesso sufficiente una dose pari a 6-7 volte la dose ipnotica) danno luogo a depressione cardiorespiratoria con coma e morte. I suicidi da barbiturico erano (e sono tuttora, nonostante il relativo disuso in cui sono caduti questi farmaci) moltissimi. I farmaci ipnotici più utilizzati in assoluto al giorno d’oggi sono le benzodiazepine, che, pur conservando una ottima attività ipnotica, sono assai meno pericolose da maneggiare rispetto ai barbiturici. Suicidarsi con le benzodiazepine è veramente difficile, se si fa eccezione per una o due molecole di potenza depressoria particolarmente spiccata; i farmaci più utilizzati non inducono una depressione respiratoria tale da uccidere, neppure se assunti in dosi massicce. Le benzodiazepine sono i farmaci più usati ed abusati reperibili sul mercato; danno luogo a forti fenomeni di dipendenza psichica e fisica. Quindi le benzodiazepine, comunemente dette ansiolitici, non devono essere considerate del tutto innocue. Il loro uso come ipnotici dovrebbe essere limitato a un breve periodo, in concomitanza con episodi di insonnia acuta. In caso contrario si rischia di instaurare uno stato di dipendenza sia fisica che psichica; e purtroppo, nella maggior parte dei casi, i pazienti tendono a impiegare costantemente questi farmaci. Una volta che si sia instaurato lo stato di dipendenza, la sospensione del farmaco provoca uno stato di agitazione e di insonnia: se anche il paziente riesce ad addormentarsi entra in un sonno leggero insoddisfacente spesso popolato da incubi. Al primo risveglio dopo l’incubo, il paziente sarà così portato ad assumere nuovamente l’ansiolitico, per poter dormire tranquillamente. Si instaura così un circolo vizioso, molto difficile da spezzare, che rende il paziente sempre più dipendente dal farmaco. Per evitare l’instaurarsi di questo stato di dipendenza l’unica misura efficace è quella di non assumere mai farmaci ipnotici, salvo diversa prescrizione medica, per più di qualche giorno.

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