Prima di giungere al termine della gravidanza si devono considerare le diverse opzioni per il parto. Il medico curante potrà dare informazioni sui diversi tipi di parto naturale e sui pro e contro del ricorso a farmaci o anestetici per ridurre i dolori del parto. Si tenga presente che l’anestesia epidurale, ottenuta con una semplice iniezione, consente una notevole riduzione del dolore, consentendo però di restare coscienti e seguire il parto. Tale pratica presenta un rischio minore di effetti collaterali per il neonato rispetto all’anestesia generale. La scelta di ricorrere a pratiche chirurgiche dipende da molti fattori diversi, che vanno discussi con il proprio ginecologo. Durante il parto normale quasi sempre accade di dover allargare l’apertura vaginale con un’incisione chiamata episiotomia profilattica, per evitare lacerazioni secondarie. Nel parto cesareo, invece, il bambino viene fatto nascere attraverso l’intervento clinico. Il parto cesareo può essere programmato in anticipo o adottato come soluzione di emergenza se è in pericolo la vita del piccolo o della madre. Può essere difficile distinguere i primi segni del travaglio.
Alcune donne hanno le cosiddette contrazioni di Braxton-Hicks per alcune settimane prima del termine della gravidanza; si tratta di contrazioni irregolari, che non aumentano di intensità e non hanno alcun rapporto con l’inizio del travaglio. Nella maggioranza delle donne l’inizio del travaglio è indicato dalla “rottura delle acque”, cioè dal rilascio del liquido amniotico che protegge il bambino, che può manifestarsi sia come una leggera perdita sia come un forte flusso dalla vagina. Altri segnali possono essere leggere perdite di muco frammisto a sangue e contrazioni dell’utero a intervalli regolari. l travaglio si divide in tre fasi. Nella prima, la più lunga, le contrazioni dell’utero fanno sì che la cervice (il collo dell’utero) si dilati per consentire il passaggio del bambino; questa
fase può durare 12 ore e più nelle primipare. Durante la seconda fase le contrazioni spingono effettivamente il bambino fuori dall’utero; per le primipare possono occorrere delle ore, per quanto sia possibile anche che il bambino venga partorito nell’arco di pochi minuti. La fase finale del travaglio consiste nell’espulsione della placenta, un processo relativamente rapido e indolore. Dopo il primo parto, il travaglio è solitamente più breve, da quattro a otto ore, in quanto l’utero e i muscoli della vagina sono più elastici.
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