Trattamento del tumore al seno

Secondo uno studio internazionale, un nuovo tipo di trattamento consentirebbe di ridurre la ricomparsa di forme tumorali dopo l’intervento chirurgico al seno. Il rischio è stato ridotto di un terzo nelle donne sottoposte prima a trattamento con tamoxifene che sono poi passate a un nuovo farmaco, exemestane, rispetto alle pazienti che hanno mantenuto il trattamento con il primo farmaco. Il nuovo farmaco (Aromasin) ha inoltre evidenziato effetti collaterali meno pesanti. Secondo il dottor R.C. Coombes, dell’Imperial College School of Medicine di Londra, che ha condotto lo studio, i medici passeranno al trattamento con il nuovo farmaco grazie ai vantaggi dimostrati nel ridurre il rischio di recidive, anche se ritiene che sia necessario approfondire la ricerca dell’attività a livello molecolare del nuovo principio. Lo studio ha riguardato 4.742 donne in menopausa in 37 nazioni, colpite da tumore al seno correlato all’azione degli estrogeni. I risultati non si applicano a donne in premenopausa né a pazienti colpite da tumori al seno di altra tipologia. Normalmente il trattamento di questo tipo di patologia consiste nell’intervento chirurgico e in una successiva somministrazione quotidiana di tamoxifen in pillola; tuttavia, in molte pazienti le cellule tumorali sviluppano resistenza al farmaco, che può anche provocare gravi effetti collaterali. Questi problemi hanno spinto la ricerca nel campo di farmaci ormonali, che sopprimono la produzione di estrogeni bloccando l’effetto dell’enzima aromatasi. In particolare, tamoxifen si lega a siti specifici delle cellule tumorali per evitare che gli estrogeni ne permettano la crescita. Questi inibitori sono noti dagli anni Settanta, ma la loro elevata tossicità ne ha limitato l’utilizzo. Prodotti più recenti sono maggiormente tollerati, ma provocano comunque danni alle ossa, un problema particolarmente grave nelle pazienti più anziane. Fra le donne che sono passate alla terapia con exemestane, 54 sono morte per tumore al seno, contro le 67 nel gruppo trattato solo con tamoxifen. Complessivamente, il 91,5% delle pazienti trattate con exemestane non è stata colpita da tumore tre anni dopo il cambio di trattamento, contro l’86,8% di chi ha continuato la vecchia terapia. Secondo la dottoressa J. Smith, questo studio conferma una tendenza già evidenziata nella cura delle patologie tumorali ed è uno sviluppo molto promettente.

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