La colonscopia è il metodo migliore in assoluto per lo screening del tumore al colon; inoltre consente la rimozione di tessuti precancerosi o di polipi durante l’ispezione del colon. Secondo gli esperti, se questo esame fosse universalmente diffuso, si potrebbe prevenire il 90% dei tumori al colon. K. Turgeon (University of Michigan) ritiene che il tumore al colon è una patologia che dovremmo essere in grado di debellare completamente. Nonostante questo, la sua diffusione è pressoché costante ogni anno; spesso i pazienti arrivano troppo tardi a sottoporsi a questo test. Turgeon e i suoi colleghi hanno dato alcune indicazioni importanti per verificare il proprio livello di rischio. Innanzitutto la presenza in famiglia di una persona che ha avuto problemi di polipi o tumori al colon è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di patologie analoghe. Inoltre l’età gioca inoltre un ruolo importante; il gruppo di ricercatori guidato da Turgeon ha messo in evidenza il fatto che nel 91% dei casi questo tumore viene diagnosticato a persone che hanno superato i cinquant’anni, per cui chi appartiene a questa fascia d’età dovrebbe eseguire con regolarità il test. Vi sono anche altri test diagnostici, ma la colonscopia rimane lo strumento d’elezione per individuare questa patologia. Turgeon e i suoi colleghi stanno studiando altri tipi di test incentrati sul controllo del DNA e di alcune proteine, che forse un giorno potranno sostituire la colonscopia come metodo di screening. Tuttavia, al momento attuale, la colonscopia resta la soluzione migliore.