La genetica potrebbe in parte spiegare le diverse modalità con cui gli individui rispondono agli antidolorifici/analgesici, come gli inibitori COX 2. Uno studio che ha coinvolto 50 persone a cui sono stati somministrati i farmaci in oggetto, ha evidenziato un numero sorprendente di differenze nella modalità di reazione dell’organismo. I risultati dell’indagine potrebbero in futuro aiutare gli scienziati a stabilire chi non dovrebbe assumere gli inibitori COX 2, per alcuni dei quali è stata osservata una forte tendenza al rischio di attacchi cardiaci, ha dichiarato il leader dell’indagine G. Fitzgerald (University of Pennsylvania). Secondo Fitzgerald, fino ad oggi le evidenti differenze nel modo in cui le persone rispondono alla stessa dose dello stesso farmaco erano state colpevolmente sottovalutate. In origine, gli inibitori COX 2 sono stati concepiti come trattamento alternativo a lungo termine per l’artrite e patologie analoghe, più sicuro dell’aspirina e di altri analgesici. Gli inibitori sono però stati messi in discussione quando è emerso che potevano aumentare il rischio di problemi cardiaci. Nel settembre 2004, Merck ha ritirato il Vioxx dal mercato dopo che un’indagine aveva dimostrato che il farmaco raddoppiava il rischio di attacco cardiaco e ictus nelle persone che lo assumevano per almeno 18 mesi. Successivamente Pfizer ha sospeso la vendita del suo inibitore COX 2 Bextra e ha inserito visibili avvertenze nella confezione e nella documentazione di Celebrex, un altro COX 2. Fitzgerald si è dedicato allo studio degli effetti dei farmaci e in passato ha rilevato che possono causare modifiche a lungo termine ai vasi sanguigni, il che spiegherebbe il rischio di patologia cardiaca descritto. Ha tuttavia notato che soltanto l’1 o il 2% delle persone che hanno assunto i farmaci ha subito effetti negativi. Secondo Fitzgerald vi sono differenze individuali che rendono alcuni pazienti più suscettibili di altri. Il gruppo di ricerca ha esaminato 50 volontari adulti, ai quali ha somministrato un placebo, Celebrex o Vioxx e sui quali ha effettuato prelievi di sangue, esami della pressione e altre analisi. Fitzgerald ha dichiarato che uno dei risultati più inattesi dello studio, in cui alcune persone sono state sottoposte allo stesso protocollo per cinque volte, è che si presenta una variazione consistente nelle modalità di risposta dei soggetti. La spiegazione è da ricercarsi in una serie complessa di fattori, compresi quelli ambientali che non sono ancora del tutto compresi. Secondo le sue stime, il 30% degli effetti è da imputarsi a differenze genetiche. È probabile che gli scienziati riusciranno a mettere a punto una serie di esami genetici e biochimici per determinare quale sia il farmaco migliore da somministrare a ogni paziente. La crisi causata dagli inibitori COX 2 potrebbe, in ultima analisi, dare il via alla rivoluzione della farmacogenomica, ossia lo sviluppo di trattamenti farmacologici personalizzati.
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