Genetica e tumori nell’infanzia

Alcuni scienziati hanno dichiarato che il gene che è solitamente assente nelle forme di cancro infantile comuni e aggressive è in grado di sopprimere la metastasi o diffusione della patologia ad altre parti del corpo. L’esito della ricerca potrebbe incentivare lo sviluppo di nuovi trattamenti per il neuroblastoma, una forma mortale di tumore che colpisce i bambini di circa due anni. Secondo D. Stupack (University of California, San Diego), questo gene è un fattore decisivo nello stabilire se una cellula cancerogena possa diffondersi nell’organismo; tuttavia, inspiegabilmente, esso non sembra essere coinvolto nella formazione iniziale del cancro. Il gene si chiama caspase 8 e non è presente nel 70% dei piccoli pazienti colpiti da neuroblastomi aggressivi. Il cancro si sviluppa quando le cellule anormali si dividono in modo incontrollabile e formano un tumore. La patologia è più difficile da curare e raggiunge un tasso di mortalità maggiore se si diffonde dal suo sito primario ad altre aree dell’organismo. Nella maggior parte dei bambini affetti da neuroblastoma, quando viene diagnosticato, il cancro si è già diffuso. Uno dei problemi più gravi del cancro non è necessariamente la formazione del tumore primario, ma la capacità di alcune cellule tumorali all’interno del tumore principale di metastatizzarsi, ossia di spostarsi in siti lontani dove possono sviluppare nuovi tumori, ha dichiarato D. Cheresh. Gli scienziati hanno mostrato che quando le cellule del neuroblastoma cercano di allontanarsi dal tumore principale, incontrano molecole che emettono segnali capaci di attivare il caspase 8, che induce le cellule ad autodistruggersi. Tuttavia alcune cellule cancerogene riescono a ignorare o a eliminare il caspase 8, e sono quindi in grado di formare tumori in altre parti del corpo. Cheresh e colleghi hanno affermato che i risultati ottenuti potrebbero valere anche per altre forme di cancro caratterizzate dallo stesso meccanismo di diffusione. Caspase 8 non è presente o viene soppresso in circa il 70% dei casi di cancro al polmone a cellule piccole, nel 10% dei casi di cancro del colon e nel 35% dei casi di medulloblastoma, un tipo di tumore cerebrale. Ora è disponibile una possibilità che consente di attaccare non soltanto il cancro primario ma anche il processo della patologia metastatica, secondo Cherish. Adesso si sa qual è il tallone di Achille della cellula tumorale metastatica. Se si riuscirà a sviluppare farmaci mirati al ripristino di caspase 8, sarà possibile arrestare la metastasi.

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