I pazienti che soffrono di forme depressive particolarmente gravi e non rispondono ad altri trattamenti potrebbero essere curati con l’ausilio della stimolazione cerebrale profonda. Il trattamento viene applicato mediante un dispositivo simile a un pacemaker cerebrale, con elettrodi utilizzati per interferire con le aree connesse alla depressione. Secondo H. Mayberg, i pazienti sperimentano un’immediata cessazione dello stato negativo; la tecnica è stata sviluppata per il trattamento dei pazienti malati di Parkinson, mentre Mayberg e il suo gruppo di ricerca l’hanno sperimentata per la cura della depressione. Seonco D. Nutt, si tratta del trattamento più promettente emerso negli ultimi anni. Utilizzando tecniche particolari, i medici inseriscono gli elettrodi nelle aree cerebrali correlate alla depressione, in anestesia locale. Durante la stimolazione, i pazienti sono stati invitati a descrivere le loro sensazioni; i soggetti hanno dichiarato che il trattamento induce un senso di calma e tranquillità. Secondo i ricercatori, questa tecnica non ha effetti collaterali. Nei pazienti che hanno risposto positivamente al trattamento, i medici hanno impiantato un dispositivo che mantiene lo stimolo costante. I medici ritengono comunque che questo genere di intervento terapeutico debba essere utilizzato solo nei pazienti colpiti da depressioni particolarmente gravi, che non hanno avuto benefici con nessun altro trattamento.