Cocaina e danni cardiaci

L’assunzione a lungo termine di cocaina può essere associata alla disfunzione ventricolare sinistra, una condizione patologica che riduce l’efficienza cardiaca e aumenta il rischio di infarto, secondo i ricercatori del Johns Hopkins Medical Institute di Baltimora. S. Lai ha dichiarato che l’interesse del suo gruppo di ricerca per questa particolare condizione patologica sorge dal fatto che in quell’area l’abuso della sostanza stupefacente è estremamente diffuso. Lai aggiunge che la risonanza magnetica nucleare è in grado di individuare i primi segni del degrado funzionale del muscolo cardiaco in questi pazienti. Lai e i suoi colleghi hanno utilizzato l’Rnm per misurare l’Ecc, un marcatore di quella specifica area del muscolo cardiaco, in trentadue cocainomani e in quattordici soggetti che non facevano uso della sostanza. Secondo i risultati dello studio, la funzionalità ventricolare non denota particolari differenze fra i due gruppi di soggetti, se non per il fatto che nei soggetti che assumono cocaina si rileva un aumento della massa dei tessuti. Tuttavia da altre misurazioni sono emerse disfunzioni nelle contrazioni cardiache e nella fase sistolica. Due studi precedenti avevano già messo in evidenza una relazione fra disfunzioni cardiache e abuso prolungato di cocaina. Secondo Lai, lo studio è un’ulteriore prova dell’associazione fra abuso di cocaina e disfunzioni cardiache. Lai ha comunque aggiunto che questo tipo di situazione patologica, se diagnosticata per tempo, può essere curata e guarita con una terapia adeguata.

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