L’utilizzo della combinazione di farmaci mirati contro il tumori che attaccano proteine specifiche ed evitano la distruzione indiscriminata delle cellule tipica della chemioterapia potrebbe rappresentare la prossima frontiera delle terapie tumorali. Alcuni studi preliminari mostrano che la combinazione di trattamenti mirati (come Herceptin con Tykerb per il tumore ai polmoni), potrebbe essere efficace in pazienti che non rispondono a uno solo dei farmaci somministrati. Le terapie mirate agiscono come una sorta di “bombe intelligenti”, attaccando le cellule tumorali senza danneggiare quelle sane, mentre la chemioterapia colpisce indiscriminatamente cellule sane e cellule malate. La combinazione di Herceptin e Tykarb è una delle diverse possibilità esistenti nell’ambito di questi trattamenti. Secondo J. Baselga (clinica universitaria Vall d’Hebron, Barcellona), tutti i modelli chimici suggeriscono la superiorità delle combinazioni di farmaci, benché manchino i dati sperimentali a supporto di questa ipotesi. M. Socinski (University of North Carolina) ritiene che, dal momento che quasi sempre i tumori sono causati da una molteplicità di fattori, affrontarli con una combinazione di farmaci mirati sia l’approccio giusto. Attualmente diversi gruppi di ricerca hanno in programma sperimentazioni cliniche con varie combinazioni di farmaci antitumorali. Alcuni di questi farmaci attaccano un fattore singolo (ad esempio, Avastin colpisce la proteina VEGF tagliando l’apporto di ossigeno e nutrimento alle cellule tumorali), mentre altri colpiscono bersagli multipli (come Nexavar, un farmaco destinato alla cura dei tumori al rene). Saranno i risultati delle ricerche in corso a chiarire l’efficacia reale delle terapie basate sulle combinazioni di farmaci rispetto alle alternative in uso attualmente.